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Influencer scounting: to fake or not to fake e un digitalkarma nascosto!

L’era degli INFLUENCER, e delle aziende che scelgono il canale digitale come pubblicità immediata.

Ormai sono sempre di piú i Brand (nazionali ed internazionali) che scelgono la figura degli  influencer per farsi rappresentare. Viviamo in un contesto digitalizzato in tutto e per tutto. Le news le leggi dal tablet, videochiami la tua migliore amica dall’altra parte del mondo e in un’ora puoi avere la spesa a casa, comprandola su internet.

Tutto e’ possibile, veloce ed immediato.

Il nostro stile di vita si adatta alla realtà che corre più veloce che mai. E noi  cerchiamo di stare sempre sul pezzo, per non perderci niente! Cosí compriamo online quella giacca perchè l’abbiamo vista addosso alla Ferragni in una delle sue tante STORIES su Instagram!

Io, nel mio piccolo, possono ritenermi una micro-influencer (articolo uscito su GRAZIA.IT ).

Ma che cosa vuol dire davvero essere influente?

Un pò lo dice anche la parola stessa: qualcuno che influisce. In questo caso sul pubblico, sulle persone e in particolare che riesce ad influenzare il “popolo del web”. Essere DIGITAL non è semplice e ancor meno guadagnare il consenso del proprio pubblico. Come si dice “siamo in una mare immenso pieno di pesci” dove ognuno vuole arrivare dove arriva l’altro.

Però non tutti ci riescono.

>>>E soprattutto non tutti lo fanno correttamente!<<<

E’ inutile girarci intorno, per “contare qualcosa”, nel mondo digital, ci vogliono i NUMERI. E i numeri per gli influencer sono i FOLLOWER. Ovvero i seguaci, coloro che ogni giorno ti seguono e che ti mettono like alle foto su IG, o ai post su FB e che leggono il tuo Blog. Che ricoprono, quindi, un ruolo fondamentale per la crescita della tua audience.

In pratica sono i tuoi follower che ti fanno lavorare.

{E infinite grazie a loro…Guai se non ci fossero!}

Perchè a loro crei un’aspettativa, devi essere bravo ed invogliarli a leggerti scrivendo dei buoni contenuti, rispettando un certo CONTENT DESIGN e quindi una bella fotografia, una sintassi semplice e leggibile, scorrevole. A volte regali consigli, emozioni, a volte fai ridere, altre puoi strappare una lacrima.

I tuoi follower devono essere invogliati a seguirti perchè sanno di trovare qualcosa di nuovo, ogni volta.

È fondamentale quindi essere ORIGINALI, avere PERSONALITÀ ed essere PROFESSIONALI il più possibile. Solo cosí riusciamo ad accattivare il pubblico, il nostro pubblico e ad ampliare la nostra audience.

Purtroppo non è cosí per tutti. Più cresci e più i numeri diventano un chiodo fisso, ma che succede quando finisci l’inventiva? Quando abbassi un minimo la guardia e ti accorgi di non avere più il seguito di prima? Oppure semplicemente prendi coscienza di aver sbagliato qualcosa?

digital mamma glamour

Esatto…Proprio cosí!

Non è certo una novità, purtroppo, ma sembra che comprare follower is the new black!

Ma davvero è vantaggioso?

Quante volte mi e’ capitato di visitare il profilo di un mio collega (blogger, influencer o instagrammer che sia) e vedere cose strane! Tipo aumento di follower notevole da una settimana all’altra. Oppure “mi piace” che arrivano tutti in un colpo dopo 2 giorni dalla pubblicazione di un post, e poi tutti provenienti dal mondo arabo, per esempio!

Allora, i casi sono due: o l’influencer in questione ha appena fatto un viaggio ad Abu Dhabi o si è comprato un bel pacchetto di follower!!! Ma chissenefrega direte voi! Certo, ognuno e’ libero di gestire il proprio lavoro (digitale) come meglio crede. I furbetti del lavoro, ahimè esistono anche sul web!

E credetemi sono tanti, tantissimi gli influencer e i blogger che adottano questo sistema. Come faccio a saperlo? Come faccio ad esserne certa? Mi direte voi…Bé è semplice! Ci sono molte piattaforme e siti AD HOC  per vedere chi compra i suoi seguaci!

{Socialblade e’ il mio preferito}

Quello che mi chiedo è: le aziende come scelgono i propri ambassador? Davvero contano solo i numeri? O esiste ancora un rispetto verso chi lavora  ONESTAMENTE e LEALMENTE?!

Quindi..Il mondo del web chi premia?!

Premia chi piano piano riesce a crearsi un pubblico che ti segue REALMENTE e che davvero sia interessato a quello che scrivi e a ciò che pubblicizzi? Oppure premia “chi vuole arrivare primo” a tutti i costi? E qual’è il vero ritorno da parte delle aziende, dei press office, dei digital PR e dei social media manager nell’affidare determinate campagne a chi dal giorno alla notte “cresce” da 20.000 a 30.200?!?

Io personalmente ho ricevuto un sacco di proposte lavorative e ruoli di ambassador semplicemente perchè i miei profili hanno attirato l’attenzione dei digital PR del brand in questione.

>>>Cosa significa?

Significa che da un primo sguardo si riescono a capire molte cose, anche come comunichiamo con i nostri lettori, e questo e’ molto importante. Senza dimenticarsi di rispondere alle domande che ti fanno, perchè è questo che vuole il pubblico: sapere dove hai comprato la t-shirt che indossi o la crema corpo che adoperi! E allora diciamoglielo, no?!?

Ci deve pur essere un #DIGITALKARMA nascosto da qualche parte nel mondo del web! Insomma è sempre la solita storia: chi lotta, chi lavora seriamente, chi si costruisce una vera identità, chi crea un filo conduttore che sia bello da seguire con fotografie accattivanti e di ispirazione VS chi personalità non ha, chi pubblica foto a caso e pure di bassa qualità e che piacciono solo ai signori arabi di cui parlavamo sopra!!! =D

Ora non arrabbiatevi troppo e…Peace Out!

MAMMA GLAMOUR

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2 comments

  1. Hai proprio ragione, Giorgia. Il web (ed Instagram in particolare) è pieno di profili da migliaia di follower finti (ed aggiungerei anche, palesemente finti!). Secondo me non ha proprio senso comprare like e follower solo per tentare di piacere al pubblico e alle aziende (poco serie) che non sanno distinguere tra influencer veri e quelli finti. Io pubblico le mie foto per condividere qualcosa con gli altri (che sia emozione, gioia, curiosità, ecc.) ed amo ricevere i commenti e like dalle (pochissime ma buone!) persone che mi seguono sempre con affetto. Questo perché stare sui Social significa in primis creare delle relazioni, uno scambio di idee, un dialogo. Che senso avrebbe avere 1 milione di follower che non apprezzano realmente ciò che scrivo e pubblico? Sarebbe come fare uno spettacolo teatrale e comprare gli applausi del pubblico o, peggio ancora, mettere una cassettina con gli applausi registrati. Ahahah…che tristezza, mamma mia! Io invece l’applauso (sincero) lo faccio a te, perché amo le tue foto e ciò che condividi tutti i giorni con noi. Continua così! Un bacio

    1. Grazie Ale, hai ragione anche tu!!!
      Non ci resta che sperare nel #digitalkarma