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Una presa di coscienza venuta col tempo. Quel tempo scandito dagli anni che passano. Gli anni dei miei figli.

Sono loro che danno il ritmo al mio tempo, loro che mi danno quella consapevolezza un pò amara, ma inevitabile, di chi è sempre meno indispensabile.

Quei “No mamma, faccio da sola” che sanno di conquista, di crescita. Di bambini sempre più autonomi e genitori orgogliosi. La cruda realtà, che poi è la vita, che il tempo passa e non aspetta, non aspetta nessuno.

La consapevolezza di esserci sempre, ma solo quando hanno bisogno loro.

Farsi da parte, in silenzio e in punta di piedi accompagnarli, guardare i loro progressi da un angolo, dietro le quinte, quasi in disparte. Esserci ma lasciare respirare. 

Dire loro quanto siano bravi mentre apparecchiano la tavola e si puliscono la bocca da soli, dopo aver mangiato.

Quando si sceglie i vestiti e non vuole essere disturbata, ne tanto meno che io le cambi l’outfit che ha scelto. Non vuole nemmeno più che le allacci le scarpe e si vuole lavare sempre da sola.

Quanto tempo è passato dal giorno in cui ti vidi per la prima volta?

Mentre vivevo il momento nel frattempo era già passato.

A volte mi rendo conto di quanto desiderassi tornare ad essere “libera”. A dormire la notte almeno 7 ore di fila, a uscire con le amiche e bere quel cocktail in più solo per ridere spensierata, ancora per un pò. Oggi sono consapevole che questo giorno è arrivato, e anche troppo in fretta. Che ci sono momenti, i vostri momenti, che non tornano più.

E allora non basteranno le foto, i vostri primi vestitini, le scarpette con cui avete mosso i primi passi, i braccialetti dell’ospedale e il vostro primo ciuccio. Non basterà vedervi in un video, uno dei tanti, dove ridete e vi abbracciate. Non basteranno i vostri capelli fini e le mani cicciotte, gli occhi genuini e le guance piene.

Non basterà guardare dentro un ricordo e volere a tutti i costi che fosse presente.

Quando ancora oggi avete bisogno di me per addormentarvi, e anche se sono esausta vi leggo la storia della buona notte, la stessa, la vostra preferita, ogni sera. E cerco di godermi quegli attimi il più possibile, pur volendo far altro, perchè ORA  sono consapevole che tutto il resto posso farlo dopo. Che il film in prima serata può aspettare, che la doccia non scappa e che il divano rimane sempre li.

Quello che non può aspettare sono le vostre attenzioni, il vostro bisogno di essere amati, coccolati e accompagnati nella vita, ancora per un bel pò. Nonostante stiate crescendo così velocemente che quasi mi sfuggite dalle mani, avrò sempre voglia di tenervi in braccio, di baciarvi in bocca e di stringervi il più possibile per cercare quell’incastro perfetto che incontra il mio braccio e le vostre gambe.

Annusarvi tra il naso e il labbro superiore e catturare tutto il vostro odore, quel profumo che appartiene solo a voi e che avete uguale, fin da quando siete nati.

Quell’odore lo vorrei racchiudere in una boccetta di vetro e poterlo annusare tra 20 anni.

fratelli

Le mie mani che non vi abbandoneranno mai, ve lo prometto, che questo sia il mio atto di fede per voi.

Voi che mi stancate anche il muscolo più remoto del mio corpo, di ossa fino ad ora sconosciute. Di stanchezza perenne e occhiaie che non riesco a far andar via, ferme li sul mio viso. Di contro c’è un cuore pieno di tutto l’amore che siete e che riuscite a dare.

Mi piaceva spingere la carrozzina avanti e indietro solo per farvi addormentare. Svegliarmi alle 3 di notte per allattarvi. Uscire a cena con vostro papà e avere il tempo contato. Mi è sempre piaciuto cambiarvi il pannolino e farvi il bagnetto. Piegarmi la schiena per insegnarvi a camminare e tenervi in braccio non importa se non sentivo più le braccia.

Non importa se in quel preciso istante volessi avere anche solo 10 minuti per farmi la doccia, per prendere il sole sulla boa, per andare a ballare, mettermi i tacchi e indossare la mia minibag preferita con dentro solo sigarette e carta di credito.

Voi mi avete resa più consapevole, mi avete insegnato l’importanza del tempo, il piacere di fermarsi e guardarsi negli occhi, prendersi per mano e andare, non importa dove.

Il sapore che mi lasciano addosso i nostri abbracci: intensi e consolatori, di coccole che sanno di vaniglia e ninna nanne cantate sottovoce nella penombra della vostra cameretta, e che sono meglio di un concerto Rock.

La consapevolezza che tutto questo non torna.

Allora lasciamo tutto cosí com’è.

Ancora per un pò.

<3

MAMMA GLAMOUR

 

 

 

 

 

 

 

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Quel giorno che divenne il mio secondo giorno più bello nel mondo. Io ce l’ho ancora negli occhi e vorrei che quella fotografia non sbiadisse mai.

 

Gli occhi stanchi e il viso poco fresco, ma il mio cuore era pieno, e si è fatto grande per accogliere un respiro in più.

Benvenuto furioso del mio cuor.

Ti ho immaginato per nove lunghissimi mesi. Ti ho immaginato uguale a tua sorella, con gli stessi occhi e le guance rosa. Ti ho immaginato biondo, un po’ pelato, con la testa tonda. Ti ho immaginato come il CICCIOBELLO che avevo da bambina. Ti ho immaginato così forte che sei arrivato e non ci volevo credere, non volevo credere al tuo nasino piccolo piccolo, alle tue mani cicciotte e alle cosce morbide.

Già dovevo immaginarlo, che non avrei potuto scegliere nome più azzeccato. Sei nato con 8 giorni di ritardo, dovevi vedere la luce del sole il 12 Dicembre, invece fino al 20 te ne sei stato lì, dentro di me, e proprio nessuno ti poteva smuovere.

Forse quella pizza margherita che mangiai poche ore prima che tu nascessi. Me la ricordo quella cena furioso mio, avevo una fame assurda, ma non gustai nulla. La pizza e le patatine fritte, che sono uno dei miei piatti preferiti, non ho nemmeno sentito che sapore avessero.

La pancia si abbassa di colpo ed io provo una sensazione stranissima, un senso di tremore misto ad emozione, non riuscivo a controllare il mio corpo. Avevo un po’ di paura perché mi ricordavo quanto fossero dolorose quelle contrazioni. Quelle ore passate accovacciata, stretta alle lenzuola, mentre tendevo anche le dita dei piedi.

Per sentire meno male.

Avevo paura, ma non ero sola. E poi sembra retorico, ma non ricordo nemmeno più tutto il male che pervase il mio corpo. Non lo ricordo allora, come nemmeno 4 anni fa.

Il parto è l’atto più doloroso che una madre è costretta a compiere per poter conoscere la sua parte migliore.

Assurdo vero?

Io lo rifarei. Lo rifarei per esempio ogni qualvolta che sono costretta ad andare dal dentista, o quando devo fare un’iniezione, o quando devo deglutire una pastiglia un po’ più grossa.

E arrivi tu. E sei bello da morire, sei bello da togliere il fiato. Sei bello come l’alba delle 7.00 di quel mattino di Dicembre, con quel sole arancione che entrò dalle tapparelle e rese tutto ancora più magico, più nostro. Solo nostro. Sei bello come la neve in Alaska, e come il mare delle Maldive. Sei bello che non si riesce ad immaginare cosa migliore guardandoti negli occhi.

Quel giorno ho capito di avere un secondo giorno più bello nel mondo.

E forse anche di più. Perché avere conosciuto te è stato l’appuntamento d’amore più dolce che si potesse avere, ma vederti tra le braccia della tua sorellina, quello ha un prezzo inestimabile.

Sono passati 2 anni, e non mi sembra possibile.

A volte mi sento in colpa per come siano andate certe cose. Non ti ho ascoltato come avrei dovuto, ti paragonavo a tua sorella, mentre tu eri diverso, ognuno di noi è diverso. Io l’ho capito dopo, ma poi abbiamo fatto un bel lavoro, amore mio!

Ancora mi ricordo tutta la fatica dei primi giorni, il Natale passato in casa soli noi 4, tu che eri letteralmente una parte di me e la tua sorellina che si faceva spazio in mille modi diversi. Per farsi notare, per dire “Hey ci sono anche io”.

Penso sia stata la settimana più dura della mia vita!!!

Esausti e stremati tutti, a prendere le misure in una vita a 4 per nulla semplice. Imparare a conoscere il bambino, le sue esigenze, i suoi pianti e quante volte faceva la cacca. In una casa ancora troppo nuova per sentirsi a casa. Il cuore che si allarga per far spazio ad una vita in più, ma il respiro che si fa corto perché comunque a volte ti manca l’aria.

Il conforto di una famiglia cresciuta e l’orgoglio di aver creato tutto questo con le tue mani, con il tuo cuore e i tuoi bei pensieri. Dicono che se pensi a qualcosa di bello mentre fai l’amore, il bambino assorbirà questi impulsi positivi.

Dicono che se passi una gravidanza tranquilla e serena il bambino lo sarà altrettanto.

Io ero stronza.

Quando scoprii di Orlando volevo una femmina e piansi tutto il giorno quando la dottoressa mi disse che era maschio. Avevo paura di non amarlo come amai fin da subito Allegra. Questo indipendentemente dal sesso.

Credevo che non si potesse amare più forte di come si ami un primogenito, ma mi sbagliai.

Fu proprio Ally ad insegnarmi come dovevo fare. Fu proprio lei che mentre allattavo era lì con me e teneva la manina del suo fratellino. Era in quei momenti, dove eravamo una cosa sola, che capii che l’amore non si divide, l’amore di una mamma si moltiplica fino all’infinito.

Nel cuore di una mamma c’è sempre spazio per i suoi bambini.

Nel bene e nel male.

Graze per avermi resa una persona migliore.

Buon compleanno Amore mio.

La mamma ti ama immensamente.

<3

 

 

 

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Odio la perfezione e odio ancora di piu’ chi e’ perfetto o meglio, chi prova ad esserlo.

Sto sulle palle a piu’ o meno tantissime persone. Risulto scomoda molte volte, in situazioni dove non ho mai peli sulla lingua e peccando di ingenuita’ o sfacciataggine, dico sempre la mia e, ad alcuni, do’ molto fastidio. Tanto fastidio.

Antipatica. A molti, per carita’ non si puo’ essere simpatici a tutti, pero’ io dico: e fatevela una risata ogni tanto che le rughe, ahime’, ci vengono lo stesso!!!

Bella. E’ vero, e per questo motivo sempre etichettata come snob, come quella che se la tira troppo, come “ma non invitiamola tanto figurati se ci dice di si'”.

Scomodamente bella, perche’, udite udite, ad alcuni sto anche simpatica, e faccio ridere, perche’, voi non lo direste mai, ma sono goffa e sbatada, e poi dico milioni di stronzate.

Leggerezza, ci vuole leggerezza.

E’ per questo che non sono perfetta e me ne vanto, perche’ preferisco essere genuina, sbagliare e poi chiedere scusa (o anche no, dipende dai casi!!!) , sono glamour perche’ sono vanitosa, perche’ amo la moda e il benessere, ma questo non vuol dire essere perfette.

Al contrario: io e la perfezione non siamo proprio amiche. Che novita’, io le mie amiche le conto su un palmo di mano, quelle vere.

Ci sono solamente due cose che ritengo perfette nella mia vita, ai miei occhi splendenti nel guardarle, una si chiama Allegra e l’altra Orlando.

Ma attenzione, non sono un’altrettanto perfetta madre. Ammesso e non concesso che ne esistano. Ma credo proprio che sia impossibile, perche’ si sa il lavoro del genitore e’ quello piu’ difficile al mondo, e io me ne rendo conto OGNI GIORNO, ogni momento vissuto accanto a loro e’ una prova cui la vita ti mette di fronte, una sfida che sembra insormontabile, un esame dove non ci sara’ mai 30 e lode.

Eppure tu ci provi, fino allo sfinimento, perche’ e’ giusto che sia cosi’…

Ma nel mio freezer ci sono sempre pizzette surgelate e bastoncini di pesce pronti all’uso per quando proprio non ho voglia di cucinare e per i quali i miei bambini vanno matti, cosi’ mi sento meno in colpa!

L’aspirapolvere lo tiro fuori solamente una volta a settimana, insieme al mocio, per lavare i pavimenti, perche’ si io odio pulire e poi ritengo che con due nani in casa sia controproducente 😀

Si si avete capito bene, e non me ne vergogno!

Stesso discorso vale per la polvere sulle mensole e i vetri patinati di polline…Fa molto country, mi piace!!!

La mia macchina sembra sempre uscita da un go-kart, mentre dentro sembra la succursale di un negozio di giocattoli, e a me, va bene cosi’! A chi mi dice di mettere un po’ in ordine rispondo sempre di si, poi lo faro’, e invece non lo faccio quasi mai.

Vivo in un ordine apparente, come piace a me, ogni cosa a suo posto, ma non perfetto.

Ci saranno sempre pieghe sul mio letto e asciugamani piegati in due invece che in tre. Lavatrici che girano anche piu’ di una volta al giorno, ma un ferro da stiro che ha la ruggine per non averlo mai usato.

Di preciso non so su cosa si basi l’essere perfetti, o se davvero esiste un criterio per definirlo. Voglio pero’ scindere l’essere seria e professionale, dall’essere NON PERFETTA. Perche’ ognuno ha i suoi difetti, ogni persona, prima o dopo, scivola su quello per cui e’ piu’ debole, ma questo non significa essere inaffidabili o poco seri.

Semplicemente siamo esseri umani e tutti, volenti o nolenti, cadremo la’ dove meno pensiamo di affondare.

Io cerco di mantenere piu’ genuina possibile la mia persona, perche’ indietro non me ne danno un’altra, non esiste un soddisfatto o rimborsato, ma un self service dove tu e solo tu costruisci il tuo mondo interiore, quindi tanto vale che sia come lo vuoi.

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Per la quasi-perfezione mi affido ai filtri di Snapchat, il resto…E’ tutto finto!!!

😉

MAMMA GLAMOUR

 

 

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Si, io esco con le mie amiche e mi diverto! E no, non mi sento in colpa. Perchè dovrei? Ho bisogno di aria, ogni tanto fa bene!

A 23 anni non ti aspetti di avere un figlio.

Veramente non ti aspetti nemmeno di passare indenne un esame all’universita’ senza attacchi d’ansia, sigarette accese e unghie mangiate.

Poi il libretto si riempie piano piano, e forse capisci che sai studiare bene, certo non tutti 30. Pochissime le “lodi”, il mio voto preferito si aggirava sempre tra il 26 e il 28. Sono sempre stata quella del “Signora sua figlia potrebbe fare di piu’ “.

Ma quel di piu’ non arrivava mai.

Tranne quando e’ arrivata lei, Allegra. Allora mollai tutto. Diedi ancora qualche esame della sessione invernale, poi la pancia al 6 mese si incomincio’ a vedere. Decisi di dedicarmi solo a quello che c’era li dentro e che sarebbe nato dopo pochi mesi.

Sono scelte, e la vita e’ fatta di questo. Sono consapevole che avrei potuto fare molte più cose insieme.  Che una decisione presa non necessariamente ne esclude un’altra ipotetica. Che forse pero’ mi mancava il coraggio, o le palle.

Sono punti di vista.

Ho conosciuto l’amore, quello vero, quello che ti fa stare sveglia la notte, quello che ti toglie il respiro quando guardi i suoi occhi. Quello che ti fa dimenticare il mondo perche’ da adesso in poi c’e’ lei.

Non potrei immaginare la mia vita ora senza i miei figli. E’ stato difficile e lo e’ tutt’ora. È difficile fare i conti con una 20enne tra pannolini da cambiare e l ‘amica che ti invita a cena: “Ok usciamo, ma ho solo 2 ore perche’ poi vuole la tetta”.

Le pizzate di classe e il tuo sentirti un po’ fuori posto. La consapevolezza che quando torni a casa hai un piccolo fagotto che ha bisogno di te, che non saprai quante ore dormirai, che non puoi permetterti di fare tardi. Perche’ non puoi sapere se alle 6 di mattina sarai gia’ sveglia. Oppure no.

Oggi posso dire a gran voce che ho dato veramente l’anima per loro due. Che tutto cio’ che ho fatto e tutto quello a cui ho rinunciato, l’ho fatto per loro. Perché se lo meritano a prescindere, perché sono pezzi di me.

Ma oggi sento anche il peso di tutte quelle grosse responsabilita’: del diventar grande per forza, di andare a convivere non per scelta.

Di una casa tua, ma che devi pulire e tenere in ordine perche’ non c’e’ nessun altro che lo faccia al posto tuo.

Di scelte che ti piombano addosso e decidono loro per te. E tu non hai alternative. Prendere o lasciare.

Oggi sento il bisogno di sedermi, prendere tempo e dire ” Adesso?”.

Ho bisogno di aria. Di un gelato fresco. Di un cocktail alle 11 di sera. Di una cena tutta al femminile dove non per forza debba parlare dei miei figli, senza sentirmi in colpa. Dimenticarmi di essere madre per almeno una sera. Per cercare di prendermi una piccola rivincita su un’adolescenza vissuta, ma comunque un pò a metà.

Ridere di niente e non far finta di essere seria, divertirmi non solo perche’ vedo i miei bambini che giocano e si spingono e poi si baciano. Ma perche’ finisco in discoteca…Si dopo piu’ o meno 5 anni che non vi mettevo piede!

Ho ballato e ho bevuto qualcosa e mi sono pure diverta…Sono davvero una cattiva madre? Davvero?

Io non credo, ho solo cercato di sorridere per un motivo diverso. E no, non mi importa di quello che la gente dice. A me di quello che dicono non me ne frega nulla.

Un paio di tacchi e una borsa che non sia quella nursery. Il rossetto sulle labbra e il tuo sorriso migliore. Che non deve mancare mai, anche se diffido da chi dice che va sempre tutto bene.

Ma ho anche imparato che ridere mette a tacere chi ti vorrebbe vedere a terra.

Ringrazio le mie amiche, TUTTE. Perché non c’è bisogno di chiedere, perché ci sono, perché rappresentano  un’ancora quando sai di essere in balia delle onde…Per esserci sempre: qui o altrove.

Quelle che mi dicono : ” Esci e prenditi una boccata d’aria!”. Quelle che il “Dai vieni qui” non lo devono nemmeno dire, perché sono già fuori dalla loro porta.

Ognuna diversa, tutte presenti in un modo o nell’altro nella mia vita da 10 anni, 15 o 20, non conta…Conta chi in tutto questo tempo è sempre riuscito ad accompagnarmi nella direzione giusta, a non farmi perdere del tutto la ragione, a farmi ridere a crepapelle nei momenti più bui.

Conta chi sa chi sono davvero.

A bere un bicchiere di più senza pensarci troppo. A ballare fino a notte fonda per non sentire che rumore fanno i tuoi sentimenti.

Una passeggiata. Addosso le Nike e una felpa. Il muretto dietro le cabine, parole su parole e non ti accorgi che sono le 2 di mattina.

Non te ne accorgi perché in quel momento stai bene.

Ho capito che devo vivere di momenti che mi facciano stare bene, e che non mi facciano guardare le notifiche. Dove non penso, ma libero la mente.

E stop.

Domani poi è un altro. Sarà sempre un altro giorno, domani.

MAMMA GLAMOUR

 

 

 

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Se vi state chiedendo se io sia consapevole di questo post, partendo dal titolo, dall’immagine di copertina e dal suo contenuto, vi dico SI`.

Non amo particolarmente gli argomenti scontati e che tutti trattano, non consulto Google Trend e scrivo prima di tutto perche’ ho qualcosa da dire e poi perche’ inaspettatamente ho scoperto che mi piace.

Al liceo odiavo i temi, oggi tornerei indietro per scriverne almeno 100 di piu’.

Quindi mi prendo tutte le responsabilita’ di quanto scrivero’ da qui in avanti in questo articolo, cercando di non offendere i piu’ sensibili o minimizzare chi ne sa piu’ di me.

Pero’ a sto giro non faccio finta di nulla, perche’ non si tratta piu’ della scelta di allattare al seno tuo figlio o di nutrirlo con il latte artificiale. Si e’ andato oltre, purtroppo come ogni volta in cui si incappa in discussioni con persone che non sanno cosa dire (per non dire che sono ignoranti) , che sostenendo di esprimere “soltanto” la loro opinione finiscono per ostentare il loro punto di vista e generalizzare cosi’ situazioni che dovrebbero rimanere circoscritte all’esperienza di ognuno di noi.

Detto questo io ho allattato tutti e due i miei bambini: Allegra 9 mesi e Orlando 15. Esperienze entrambe meravigliose se pur diverse, e che ho lasciato si interrompessero per volere dei miei figli e non perche’ io non ne potessi piu’ o perche’ ero stressata o perche’ volevo ritornare ad essere “libera”. Tanto e’ vero che una l’ho allattata per 9 mesi e l altro 15: dimostrazione del fatto che ognuno ha i suoi tempi. Allegra ha smesso da un giorno al altro come se nulla fosse mai stato, Orlando anche dopo aver smesso, cercava ancora la tetta per assicurarsi che comunque ci fossero .

Dal momento in cui ho deciso che avrei allattato, ho fatto si delle scelte, la prima (e quella piu’ importante) e’ stata quella di dedicarmi completamente a loro, senza MAI dimenticarmi di essere una persona con delle esigenze anche io. Questo perche’ siamo umane e siamo fatte di carne ed ossa anche noi, siamo donne e mamme ma abbiamo il sacrosanto diritto di sentirci bene con noi stesse e intraprendere le scelte che piu’ ci rappresentano.

Infatti non sono qui a dire che chi allatta al seno fa bene e chi lo fa artificialmente fa male, che chi dà la tetta è una brava mamma e chi invece il biberon è una madre snaturata.

Quindi fino a qui siamo tutti d’accordo. E se convenite siamo sulla stessa linea d’onda anche quando appuriamo che ognuna di noi ha il suo trascorso e che esperienze, sensazioni o semplicemente per un approccio personale e per carattere hanno portato la neo-mamma a scegliere di non allattare.

Benissimo.

Grazie a Dio nella vita nessuno ti deve imporre cosa fare e meno che meno come gestire i tuoi figli, e come dare loro nutrimento.

Ognuno fa le proprie scelte ed io non sono nessuno per mettermi a tavolino e disquisirle una ad una. Semplicemente dico la mia senza vergogna e senza timore, facendomi le mie ragioni se necessario e prendendo posizione per quello che è più affine al mio stile di vita.

Ieri abbiamo assistito TUTTI e NON SOLO LE MAMME DEL WEB alla misera e pessima polemica per una foto postata su IG da Valentina di Mamme a Spillo mentre allattava il suo piccolo in un ristorante. Perché? Perché ostentava il gesto rendendo volgare un momento intimo tra mamma e bambino.

Ora. Sorvolando tutte le tette e i culi che ogni giorno vediamo sul web, in TV e nei cartelloni pubblicitari di tutte le città del mondo. Chi vede una provocazione sessuale in un atto di estremo amore come quello dell’allattamento materno per me ha seri problemi repressi ed è meglio si faccia dare un’occhiatina!

Parlo perché io ho allattato veramente in ogni dove, che fossi in casa, al bar, in mare, sulla neve, in piedi camminando, all’ikea, alle feste con addirittura la musica…e sapete cosa? I miei figli non hanno mai fatto una piega, bastava avere la loro tetta e mangiare oppure bere oppure prendersi una sana e bella coccola dalla mamma. Semplicemente sono stati abituati così.

Di necessità virtù. Mi hanno sempre insegnato così.

Non mi sono mai vergognata, non ne ho mai fatto un problema, anzi ero fiera di quello che stavo facendo perché cazzo noi mamme non ci rendiamo conto di che cosa voglia dire essere in grado di nutrire il proprio figlio attraverso noi stesse!

Rispetto chi è più pudica di me e si apparta per allattare suo figlio, ma disprezzo chi ha il coraggio di dire che una mamma lo fa per ostentare il proprio corpo, quando basterebbe veramente un giro sul web per vederne di peggio!

E disprezzo ancora di più se a dire queste meschinità è una mamma come me, che arriva a pensare che chi allatta in pubblico lo faccia in maniera plateale e che si esibisca come su un palcoscenico accomodandosi sulla panchina centrale del parco giochi e non su quella più isolata. No ma poi aspetta che cerco la panchina giusta mentre mio figlio strilla. Ma di cosa stiamo parlando?!?

Il punto è sempre lo stesso: la gente si diverte a parlare e a sparlare; l’utilizzo della lingua ormai è fuori controllo. L’ignoranza la fa da padrona e dietro di essa si celano le persone più inaspettate, quelle che non sanno mai cosa dire e alla fine dicono sempre cazzate!

Comunque mamme sentitevi sempre  libere di fare come meglio credete: che sia una tetta o un biberon, sono i vostri figli e solo voi sapete cosa sia meglio per loro.

MAMMA GLAMOUR
 

 

 

 

 

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Cosi’ il 13 maggio 2016 e’ arrivato, e nel frattempo e’ anche gia’ passato, purtroppo, come tutte le cose che si aspettano con trepidazione.

Ci pensi e ci ripensi fin dal momento in cui hai scoperto le date del evento per te piu’ importante dell’anno: il mio primo Mammacheblog si e’ concluso, e io direi nel migliore dei modi.

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Era da Febbraio che aspettavo questo evento, ho avuto tre mesi per pensare a come sarebbe stato, chi avrei incontrato, come mi sarei vestita, che scarpe avrei portato e quali borse, quanti block notes riempire senza dimenticarsi la penna.

Ero pervasa di aspettative, la mia mente cercava di immaginarsi  la location, i visi, le persone… ero in agitazione fino a quando non ho messo piede al Talent Garden dove tutto finalmente ha preso forma, le Bloggermamas che vedevo solo su INSTAGRAM erano li’ davanti a me in carne ed ossa, senza hastag ne’ blog post.

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E io avevo le MIE Blogger Psicopatiche preferite, io al Mammacheblog ci sono andata con loro, noi tre lo abbiamo deciso, proprio noi che abbiamo passato un anno intero a sentirci solo via social, eravamo li insieme, sveglie dalle 5 di mattina nelle nostre case di Genova, Modena e Brianza, ci siamo finalmente conosciute a Milano (non proprio a meta’ strada) , ma comunque non ci poteva essere un abbraccio migliore, se pur bagnato da una pioggia molto piu’ London style che milanese.

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Il bello di noi mammeblogger sta nella grande capacita’ che abbiamo di fare networking, di unire altre mamme in community, forum e social media, di fare arrivare il nostro pensiero “oltre”…abbiamo il potere immenso di raggiungere il cuore della nostra societa’ attraverso consigli, recensioni, scambi di idee e aneddoti personali. Siamo in grado di infondere fiducia nelle persone che ogni giorno ci leggono, che siano mamme, zie, nonne, amiche e anche una buona dose di papa’ e zii e nonni o uomini in generale che trovano utili e interessanti i nostri post.

Qui insieme a genitoricrescono, genitorichannel e Elena (la parte grafica) abbiamo sviluppato molte idee su come fare NETWORK nel nostro workshop interamente dedicato alle "connessioni di rete".

Qui insieme a genitoricrescono, genitorichannel e Elena (la parte grafica) abbiamo sviluppato molte idee su come fare NETWORK nel nostro workshop sulle “connessioni di rete”.

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Tra un un momclass dedicato al blogging e un altro al content design, vi era anche, forse piu’ corretto dire PER FORTUNA e per la gioia di noi mamme, un workshop incentrato esclusivamente sulla riabilitazione del pavimento pelvico attraverso l’utilizzo di “sex toys” di puro design sviluppati e pensati esclusivamente per la “ginnastica pelvica” della donna, un po’ come andare in palestra insomma, ma con qualche effetto benefico in piu’!!! 🙂

Lo confesso: ho acquistato il mio primo sex toy grazie a Violeta Benini l’ostetrica atipica e ai suoi meravigliosi bambini, come li chiama lei!!!

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Ecco parte dei sex toys prodotti da www.ohhh.it !!!

Tanti SPONSOR ma sopratutto grandi professionisti attenti e qualificati pronti a spiegarti ogni novita’ attraverso le loro competenze di settore, che sia medico, scientifico, sessuale o nutrizionale. Grandi aziende che credono nel potere di noi mamme e nella fiducia che riusciamo a trasmettere alla nostra societa’, in fondo ci prendiamo cura dei nostri bambini, che sono la cosa piu’ importante per noi e per loro pretendiamo solo il meglio.

Per questo motivo li ringrazio tutti:

 

{si ringrazia anche MISURA STEVIA , W IL POLLO, FABBRI & HOME AWAY  }

Il Mammacheblog mi ha lasciato un’esperienza unica nel suo genere, mi ha fatto conoscere persone fantastiche, professionisti e aziende leader nel settore dei bambini. E poi brand appena nati, che credono piu’ che mai nel potere delle mamme e con le quali iniziero’ nuove collaborazioni, vi do una piccola anticipazione: loro sono due amiche, due mamme creative, moderne e assolutamente glamour, owners di DUEPUNTISPAZIO DESIGN HANDMADE in Italy.

 

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Un semplice grazie a Fattoremamma non potra’ mai bastare, per  la serieta’ e professionalita’  con cui lavorano e per farmi credere ancora di piu’ in quello che sto facendo, perche’ loro ci mettono anche la faccia, oltre al CUORE , che quello dovrebbe essere sempre presente…

GRAZIE

MAMMA GLAMOUR

 

 

 

 

mom

Questa e’ la storia di tre ragazze: tre mamme, tre giovani mamme, tre blogger, sicuramente tre social addicted.

Tre donne che vivono una a Genova, una a Milano e una a Modena, che non si conoscono veramente, ma sanno tutto su di loro, tutto, beh piu’ o meno…

Per chi non crede alle cyber amicizie, beh allora puo’ anche smettere di leggere, perche’ questa e’ la storia di tre ragazze che sono diventate “amiche sconosciute” attraverso INSTAGRAM , e da li’ hanno iniziato a coltivare la loro amicizia attraverso like, commenti, condivisioni e messaggi privati.

Loro sono, o meglio noi siamo Giorgia, Silvia e Consuelo meglio conosciute come Mammaglamour, Insolitamentemamma e Mammaduepuntozero.


Perche’ questo post vi starete chiedendo, che cazzo ce ne frega a noi se queste tre si conoscono, meglio perderle che trovarle, ma beate voi che siete cyber amiche, non ci rompete le palle con le vostre stronzate, tenetevele pure per voi!!!

Ecco dopo questo paragrafo in stile Insolitamentemamma, dai ci ho provato a fare la studentessa di Cambridge ma riesce sicuramente meglio a Silvia! Comunque cosa stavo dicendo…ah si, perche’ questo post, perche’ tra 3 giorni finalmente ci incontreremo tutte e tre,  ma capite?!? Cioe’ potremmo farci un selfie insieme ve ne rendete conto?!? Gia’ lo sapete quante bocche a culo di gallina vedrete tra venerdi’ 13 e sabato 14 vero?!? La Gio, la Silvia e la Connie insieme, no vabbe’ ma siamo matti qui?!?

Ok non insultatemi tutte in una volta, sembro una 13enne ma sono sempre io, ammesso e non concesso che sia piu’ matura dei concetti espressi sopra!

Il Mammacheblog e’ L EVENTO che aspettiamo da piu’ o meno 3 mesi, da quando sono uscite le date per la sessione di primavera, da li’ abbiamo iniziato a sentirci tutti i giorni, a scambiarci consigli, a tirar fuori i nostri dubbi di madri, ad inviarci foto dei nostri figli (che non abbiamo postato DA NESSUNA PARTE) in azioni improbabili e selfie di mamme2.0 senza trucco e per di piu’ in pigiama appena sveglie (nemmeno quelle sono state postate,tie’) , a spettegolare su nuovi gossip tra blogger, a donarci consigli se pur tramite Whatsapp, ma veri e sinceri come se fossimo tutte attorno ad un tavolo di un caffe’.

Come fanno le “vere amiche”.

Come fanno tutte le ragazze del mondo.

Noi lo facciamo a distanza, con l’iPhone in mano.

Per me sara’ come conoscere due persone famose: vedi i loro visi ogni giorno su FACEBOOK, leggi quello che scrivono, sai come vestono i loro bambini, sai quali soprannomi gli danno e poi scopri che la vocina di Tidda e’ uguale a quella di Ally mentre si mandano i messaggi vocali su Whatsapp, solo con accenti diversi!!

Io e Silvia ci siamo gia’ incontrare e anche i nostri bambini hanno avuto questa bellissima occasione: pranzammo insieme prima di uno shooting fotografico al quale partecipammo tutte e due con le nostre famiglie.

Ecco qui belli come il sole: il Nic, Ally e il Furioso!!!

Adesso manca solo Mammaduepuntozero, manca solo Connie per completare questo nostro bellissimo selfie:

La pettinata e alta Insolitamentemamma e la spettinata e bassa Mammaglamour, ma entrambe ciecate!

 

Non vedo l’ora di vedervi e abbracciarvi tutte amiche mie “sconosciute” ???

MAMMA GLAMOUR

 

 

 

 

 

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Ma prima una doverosa premessa:

questo post e’ dedicato a chi soffre di gelosia, invidia e a chi non e’ capace di gioire per le cose belle…degli altri!

Quindi buona lettura e mi raccomando…tanta invidia mentre leggete grazie!!!

In tutta la mia vita non sono mai stata invidiosa di nulla, e soprattutto di nessuno; io non conosco la gelosia, non so veramente che cosa significhi essere invidioso di qualcuno, e dico PER FORTUNA! Per fortuna perche’ durante tutta la mia adolescenza ho incontrato “amiche”, ragazze e persone in generale molto invidiose del mio essere, ATTENZIONE ho detto del mio essere e non DI ME.

Io al primo impatto sembrero’ pure stronza, risulto odiosa per molta gente, dicono che me la tiro ma in realta’ non mi (s)tiro nemmeno i capelli…eh gia’ sono liscia naturale!!! E se provate a parlarmi vi accorgerete che dopo la prima stretta di mano sono proprio come voi, beh piu’ o meno, ora non esageriamo, ma parliamo la stessa lingua, abbiamo gli stessi difetti, le stesse paure solo con sogni diversi.

Eppure per anni ed anni sono stata invidiata, criticata, soggetta alla gelosia di persone che non sarebbero dovute essere gelose di nulla perche’ invidiabili a loro volta. A scuola ho passato periodi in cui anche le mie migliori amiche   mi mettevano in un angolo, e io mi sentivo esclusa, per cosa poi? Per un paio di Converse nuove o un taglio di capelli diverso dal giorno prima? Per il fidanzatino che mi veniva a prendere all’uscita con la vespa e la mamma giovane che la scambiavano per mia sorella?!

NON LO SO.

Per me erano cose normali, nulla di stravagante, niente di piu’, niente che non potesse avere chiunque altro. In fondo non sono mai andata in giro con pietre preziose al collo o anelli di diamanti sulle dite. Ho sempre comprato le borse di ecopelle, anzi di super finta pelle da H&M  e le collanine da Accessorize .

E continuavo a ripetermi “Ma perche” la gente e’ cosi’ invidiosa?”

Non sono mai riuscita a spiegarmelo, ci stavo male pero’ col tempo ho imparato a farmene una ragione, o meglio ho capito che alla fine dei conti erano gli altri che stavano male, che l’invidia e’ una brutta besta, che rasenta quasi la follia…che dev’essere dura mettersi li’ e fare la lista di tutti quelli da invidiare, delle cose per cui essere gelosi e poi rosicare per la loro felicita’.

Saro’ squilibrata, poco normale, sbadata, sognatrice, glamour e vanitosa ma ringrazio chi mi ha insegnato a non essere invidiosa, cioe’ i miei genitori. Perche’ di difetti siamo pieni tutti, io ne ho a iosa anche oggi che sono mamma, vivo sempre nel dubbio di aver fatto bene a fare cosi’ o a non fare cosa’.

Ma riesco ancora a riconoscere chi fa meglio di me ed essere contenta per loro, senza invidiare nessuno ANZI prendere spunto per fare sempre meglio ed arricchirmi cosi’ a mia volta.

A quasi 30 anni anche oggi vivo piu’ o meno nella stessa condizione della mia adolescenza, il che non mi dispiace, prima di tutto perche’ mi fa sentire giovane!!! Secondariamente perche’ con 10 anni di esperienza ho imparato a farmi entrare da un orecchio e uscire dal altro tutte le cattiverie di cui e’ capace la gente…E vi assicuro che di persone cattive ce ne sono, magari sono anche madri e hanno il doppio dei tuoi anni!

Avete letto?

Siete contenti ora di sapere che qualsiasi cosa mi diciate, che qualsiasi cattiveria abbiate in serbo per me NON ME NE FREGA ASSOLUTAMENTE NULLA???

QUINDI GRAZIE INFINITE

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La festa della mamma: un mazzo di fiori, il lavoretto del asilo, un disegno fatto con il pennarello rosa.

Il ramo in fiore del nostro albero di ciliegie, il biglietto scritto a matita per paura di sbagliare “Alla mamma piu’ unica dell’universo”!

Io e mio fratello siamo sempre stati abituati cosi’, a vivere delle piccole cose per renderle grandi attraverso l’amore, nonostante avessimo la possibilita’ di avere tutto quello che desideravamo. Ma prima di tutto l’amore.

Oggi in un mondo che vive di materialita’ e di cose futili che inspiegabilmente diventano “vitali”, che se non ce l’hai non sei nessuno , mai prima d’ora si sente il bisogno di ri-trovare un senso piu’ sottile, piu’ profondo, un qualcosa che ti tocchi davvero l’amina, qualcosa per cui ne vale la pena, un momento che si fissa dentro di te e non in alto sulla tua pagina FACEBOOK .

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Io quest’anno per la festa della mamma ho ricevuto il regalo piu’ favoloso che potessi avere: NOI in 10 fotografie, 10 instanti che ritraggono la nostra famiglia che e’ si GLAMOUR, ma prima di tutto vera: fatta di capricci e mani sporche, di bocche appiccicose e vestiti macchiati di gelato, di un amore condiviso e di litigate pazzesche! Di attimi famigliari che non ho subito postato su INSTAGRAM , ma che ho voluto tenere per noi almeno fino ad ora.

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E di foto io ne faccio tante…ho il rullino del iPhone che esplode, dentro c’e’ tutta la mia vita, le facce buffe dei miei bambini, i fiori, il mare, le case, selfie improbabili e scene di vita quotidiana ma POCO normale. Pero’ un set fotografico di tutti noi, quello mi mancava e per questo regalo meraviglioso, ma cosa dico? FAVOLOSO non posso che ringraziare la mia amica Fabrizia : owner di Fabulouspartydesign e ideatrice di questo set fotografico per la festa della mamma.

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Tutti mi rimproverano sempre che non sviluppo mai le fotografie che faccio, che in casa ho infinite cornici vuote, ma che continuo a comprare perche’ io stessa mi ripeto “adesso le riempio tutte” e invece fanno prima i miei amici a regalarmene altre, loro almeno ci mettono anche le foto. Adesso ho un motivo ancora piu’ valido per riempire quei buchi.

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Anche qui tutto sommato non siamo perfetti, e ne sono felice, perche’ la perfezione mi irrita, e non poco. Sono una di quelle mamme che preferisce avere un po’ di polvere sul mobile della TV e le pieghe sul letto, che me ne frego se Allegra fa un buco nei leggings perche’ va sullo scivolo e si’ sono contenta se Orlando mangiando con le mani si sporca la t-shirt appena pulita, solo pulita eh perche’ io NON STIRO!

Cosi’ questa sono io, questi siamo noi, vestiti solo un po’ piu’ eleganti ma comunque non nascondiamo nulla: dietro le gonne di toulle e le camicie bianche ci sono una madre e un padre che amano i loro figli piu’ della vita stessa, e poi ci sono due bambini, due bambini FELICI perche’ sono AMATI.

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GRAZIE

MAMMA GLAMOUR

 

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Convinzioni di una mamma in gravidanza.

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Si sa: durante la gravidanza la donna e` soggetta ad emozioni sempre contrastanti, piange poi subito dopo ride, e` triste e l’attimo dopo felice come non mai! Nella mia prima gravidanza ero molto tranquilla, l’ho vissuta con lo spirito giusto e quel briciolo di spensieratezza e ingenuita` che caratterizza di fatto i 20 anni!

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