Social card Dedicata a te: nuove regole per mamme e caregiver

La social card Dedicata a te trova conferma nella legge di bilancio appena approvata e si prepara a una seconda vita con regole parzialmente riviste. Il provvedimento stanzia risorse per il biennio 2025-2026, mantenendo lo stesso importo di 500 euro annui destinato all’acquisto di beni di prima necessità.

Chi potrà accedere al beneficio

La platea dei potenziali beneficiari resta ancorata al parametro dell’ISEE inferiore a 15.000 euro, ma con un’apertura significativa rispetto alla versione precedente. Il nucleo familiare deve essere composto da almeno tre persone, con una novità rilevante: anche i figli non ancora nati vengono ora computati nel calcolo dei componenti.

La norma mantiene l’esclusione per chi già riceve altre forme di sostegno economico. Restano fuori dall’assegnazione le famiglie che beneficiano di Assegno di Inclusione, Reddito di Cittadinanza (per eventuali mensilità residue), Carta Acquisti ordinaria o qualsiasi altro sussidio erogato dai comuni per l’acquisto di beni alimentari.

Le nuove priorità nell’assegnazione

Il meccanismo di selezione subisce modifiche sostanziali attraverso l’introduzione di criteri preferenziali. La graduatoria privilegia ora chi si trova in condizioni specifiche di fragilità sociale ed economica.

Al primo posto figurano i caregiver familiari, categoria inserita ex novo nella normativa. La definizione fa riferimento a chi presta assistenza continuativa e gratuita a persone non autosufficienti, secondo quanto stabilito dalla legge n. 147 del 2013. Un riconoscimento che risponde alle sollecitazioni emerse durante l’iter parlamentare.

Madri giovani e famiglie numerose

Subito dopo i caregiver, la priorità spetta alle mamme lavoratrici con figli di età inferiore ai tre anni. Il criterio valorizza la condizione di chi deve conciliare occupazione e accudimento di bambini molto piccoli, una fase particolarmente onerosa dal punto di vista economico e organizzativo.

Il terzo gradino della scala preferenziale riguarda i nuclei con almeno quattro figli, mentre il quarto contempla quelli con almeno tre minori a carico. Una gerarchia che cerca di fotografare le situazioni di maggiore pressione economica, anche se rimane il nodo delle risorse limitate rispetto alla platea teoricamente ammissibile.

Come funziona la carta nella pratica

La tessera elettronica viene caricata con l’intero importo in un’unica soluzione e può essere utilizzata presso gli esercizi commerciali convenzionati. L’elenco comprende supermercati, negozi alimentari e farmacie, con la possibilità di acquistare prodotti alimentari di prima necessità, carburante per autotrazione e abbonamenti per il trasporto pubblico locale.

La distribuzione avviene tramite i comuni, che compilano le graduatorie sulla base dei dati ISEE disponibili e dei nuovi criteri di priorità. Chi risulta in possesso dei requisiti non deve presentare domanda: la selezione è automatica, anche se resta aperta la questione della copertura effettiva rispetto al numero di famiglie potenzialmente eleggibili.

Stanziamenti e tempistiche

Il governo ha confermato uno stanziamento di 500 milioni di euro per ciascuna annualità, una cifra che replica l’esperienza del 2024. L’erogazione è prevista una volta all’anno, con modalità operative demandate a un decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

La tempistica effettiva dipenderà dall’emanazione del decreto attuativo e dalla successiva organizzazione da parte degli enti locali. L’esperienza dello scorso anno ha mostrato che tra l’approvazione normativa e la materiale disponibilità delle carte possono intercorrere diversi mesi, un elemento che le famiglie interessate dovranno mettere in conto.