mom

La dura consapevolezza di essere un pò meno indispensabile.


Una presa di coscienza venuta col tempo. Quel tempo scandito dagli anni che passano. Gli anni dei miei figli.

Sono loro che danno il ritmo al mio tempo, loro che mi danno quella consapevolezza un pò amara, ma inevitabile, di chi è sempre meno indispensabile.

Quei “No mamma, faccio da sola” che sanno di conquista, di crescita. Di bambini sempre più autonomi e genitori orgogliosi. La cruda realtà, che poi è la vita, che il tempo passa e non aspetta, non aspetta nessuno.

La consapevolezza di esserci sempre, ma solo quando hanno bisogno loro.

Farsi da parte, in silenzio e in punta di piedi accompagnarli, guardare i loro progressi da un angolo, dietro le quinte, quasi in disparte. Esserci ma lasciare respirare. 

Dire loro quanto siano bravi mentre apparecchiano la tavola e si puliscono la bocca da soli, dopo aver mangiato.

Quando si sceglie i vestiti e non vuole essere disturbata, ne tanto meno che io le cambi l’outfit che ha scelto. Non vuole nemmeno più che le allacci le scarpe e si vuole lavare sempre da sola.

Quanto tempo è passato dal giorno in cui ti vidi per la prima volta?

Mentre vivevo il momento nel frattempo era già passato.

A volte mi rendo conto di quanto desiderassi tornare ad essere “libera”. A dormire la notte almeno 7 ore di fila, a uscire con le amiche e bere quel cocktail in più solo per ridere spensierata, ancora per un pò. Oggi sono consapevole che questo giorno è arrivato, e anche troppo in fretta. Che ci sono momenti, i vostri momenti, che non tornano più.

E allora non basteranno le foto, i vostri primi vestitini, le scarpette con cui avete mosso i primi passi, i braccialetti dell’ospedale e il vostro primo ciuccio. Non basterà vedervi in un video, uno dei tanti, dove ridete e vi abbracciate. Non basteranno i vostri capelli fini e le mani cicciotte, gli occhi genuini e le guance piene.

Non basterà guardare dentro un ricordo e volere a tutti i costi che fosse presente.

Quando ancora oggi avete bisogno di me per addormentarvi, e anche se sono esausta vi leggo la storia della buona notte, la stessa, la vostra preferita, ogni sera. E cerco di godermi quegli attimi il più possibile, pur volendo far altro, perchè ORA  sono consapevole che tutto il resto posso farlo dopo. Che il film in prima serata può aspettare, che la doccia non scappa e che il divano rimane sempre li.

Quello che non può aspettare sono le vostre attenzioni, il vostro bisogno di essere amati, coccolati e accompagnati nella vita, ancora per un bel pò. Nonostante stiate crescendo così velocemente che quasi mi sfuggite dalle mani, avrò sempre voglia di tenervi in braccio, di baciarvi in bocca e di stringervi il più possibile per cercare quell’incastro perfetto che incontra il mio braccio e le vostre gambe.

Annusarvi tra il naso e il labbro superiore e catturare tutto il vostro odore, quel profumo che appartiene solo a voi e che avete uguale, fin da quando siete nati.

Quell’odore lo vorrei racchiudere in una boccetta di vetro e poterlo annusare tra 20 anni.

fratelli

Le mie mani che non vi abbandoneranno mai, ve lo prometto, che questo sia il mio atto di fede per voi.

Voi che mi stancate anche il muscolo più remoto del mio corpo, di ossa fino ad ora sconosciute. Di stanchezza perenne e occhiaie che non riesco a far andar via, ferme li sul mio viso. Di contro c’è un cuore pieno di tutto l’amore che siete e che riuscite a dare.

Mi piaceva spingere la carrozzina avanti e indietro solo per farvi addormentare. Svegliarmi alle 3 di notte per allattarvi. Uscire a cena con vostro papà e avere il tempo contato. Mi è sempre piaciuto cambiarvi il pannolino e farvi il bagnetto. Piegarmi la schiena per insegnarvi a camminare e tenervi in braccio non importa se non sentivo più le braccia.

Non importa se in quel preciso istante volessi avere anche solo 10 minuti per farmi la doccia, per prendere il sole sulla boa, per andare a ballare, mettermi i tacchi e indossare la mia minibag preferita con dentro solo sigarette e carta di credito.

Voi mi avete resa più consapevole, mi avete insegnato l’importanza del tempo, il piacere di fermarsi e guardarsi negli occhi, prendersi per mano e andare, non importa dove.

Il sapore che mi lasciano addosso i nostri abbracci: intensi e consolatori, di coccole che sanno di vaniglia e ninna nanne cantate sottovoce nella penombra della vostra cameretta, e che sono meglio di un concerto Rock.

La consapevolezza che tutto questo non torna.

Allora lasciamo tutto cosí com’è.

Ancora per un pò.

<3

MAMMA GLAMOUR

 

 

 

 

 

 

 

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