Siamo cosí: dolcemente rompicazzo. Nessuna esclusa.


Siamo tutte un pò dolcemente rompicazzo. Senza attenuanti, senza scuse, con i nostri validi motivi. I mal di testa e l’intramontabile “Tranquillo Amore, non ho niente”

Trovatemi una donna che non sia una rompicazzo. In fondo lo siamo tutte, un pò acide, a tratti noiose, spesso scontrose e soprattutto non ci va mai bene nulla. Siamo cosí, diversamente simpatiche, assolutamente indomabili, non ci accontentiamo mai, neanche quando abbiamo tutto (o quasi).

Vogliamo avere ragione anche quando siamo nel torto più marcio. Perchè noi ABBIAMO sempre ragione!

Altrimenti che rompicazzo saremmo?!

Lui prenota sushi e tu ovviamente hai voglia di pizza, ma la sera prima gli hai detto “Da quanto non mangiamo giapponese amore.” E ti incazzi e allora niente sushi, vada per la pizza napoletana. Quando si dice la coerenza.

“Amore potresti mettere il pigiama ai bambini che finisco di ordinare la cucina? ” Torni e li trovi nel letto praticamente vestiti per uscire, con le magliette appena stirate-lavate-profumate. Pensavo di mettere dei TAG identificativi dentro gli armadi dei bambini: ASILO. PIGIAMI.  VESTITI ELEGANTI. GINNASTICA. Cosí non dovrebbe sbagliare più!

L ‘unica volta che ha fatto la lavatrice ha messo dentro i suoi calzini neri da lavoro con le tutine della bimba. Era il 2012. Non vi descrivo la scena, riuscite ad immaginarla vero? Quello che non mi è uscito dalla bocca! Quella volta che però fui io a rovinare un paio di sue camice, ovviamente l’ho zittito prima che potesse parlare!

Non si avvicina più alla lavatrice ormai da 5 anni.

“Amore ho mal di testa” “Dai stai tranquilla ora ti passa, sei stanca, dormi.” “No forse è meglio che prenda qualcosa, andresti giù a prendere il moment?” Torna col moment. Ma nel frattempo ho cambiato idea: “Anzi Amore fammi la tisana allo zenzero e limone come sai fare tu, dai ti prego. Ah e mettici anche il miele.”

Invito ad una sera di gala. Ovviamente in lungo e smoking. Eravamo ancora senza figli e da li forse doveva capire quello a cui andava incontro. Pronta per uscire col mio vestito di seta dorato e pizzo nero sulle spalline e intorno alla vita. “No guarda non vengo amore, mi faccio proprio cagare cosí.” “Ma cosa dici sei bellissima e poi tutte saranno in lungo, che problemi ti fai?”

Pianti isterici, lui che parte, io che lo chiamo mentre lui era quasi a destinazione. Torna indietro a prendermi. Arriviamo alla cena. Erano tutte con la minigonna.

Fanculo tu, la cena in lungo e lo smoking.

dolcemente rompicazzo

Illustrazione di Virginia Di Giorgio. www.diariodivirgola.it

Quando avevo le prime contrazioni e lo chiamai ansimante per il dolore “Presto amore ci siamo”. Lui era con la barca in mezzo al mare. “Ma come non puoi, ma che cazzo dici? Allora vuoi non vedere nascere tua figlia?!” Fece pure in fretta. Quando arrivammo al PS ostetrico mi dissero “Signora vada pure a casa a farsi una doccia e torni con calma.” Ci sarebbero volute ancora 12 ore.

“Amore guarda tranquillo che per il week end a Venezia mi porto solo lo zaino con due cambi” Ci ero quasi riuscita, giuro. Poi mi è sfuggita la situazione di mano. “Amore scusa, sai però ho pensato che per uscire a cena mi servivano anche i tacchi e la pochette, quindi non è che prenderesti la borsa più grande?” A Venezia, 2 giorni, 3 valigie e i calli ai piedi.

Quando torna a casa e ti dice “Beata te che oggi sei stata a spiaggia tutto il pomeriggio.” Ora, potrei accettare una frase del genere se ci trovassimo alle Maldive, io e lui, da soli, spiagge bianche, mare cristallino, sole caldo. Ok cosi mi sta bene.

Ma la realtà è che ero con due bambini sotto i 5 anni, due borse piene di giochi da spiaggia, il passeggino, i teli mare, i costumi, la mia borsa di paglia e la tavola da surf dei bambini. Scendo in riva e ops: “Aspettatemi qui fermi che ho dimenticato i braccioli!” Torno giù con un gelato. Chissà come mai!

Arrivo a casa la sera col sorriso giuro. Perchè mi rendo conto della fortuna che ho a poter crescere i miei figli e allo stesso tempo curare il mio lavoro. Pensare a me stessa e alla casa. Insomma nessuno vorrebbe vivere in una giungla. Qualcuno dovrà pur fare la spesa e lavare i cessi. Ma quando entro in bagno e trovo le gocce sulla tazza. Beh lí non ci vedo più. E allora non sono solo dolcemente rompicazzo.

Divento proprio imbattibile a rompere i c******i.

PS: Ragazze non ditemi che voi siete differenti. Perché siamo tutte sulla stessa barca. Se scendi affoghi.

Ci vuole pazienza, molta pazienza. Ma senza di noi, sarebbe tutto molto (poco) interessante.

MAMMA GLAMOUR

L’immagine e la copertina sono un prestito di Virginia Di Giorgio, illustratrice e disegnatrice di Virgola.

 

 

 

 

 

 

 

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2 Comments

Luna
Reply giugno 23, 2017

Giuro non la smetto più di ridere, l'ho letto anche al mio lui e ridevo, forse perché sono identica a te, ma che dico siamo tutte uguali #rompicazzo :)))
http://piulifechestyle.blogspot.it/

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