Non potrei mai toglierti quello che ti fa stare bene, almeno per adesso.


È come togliere il miele ad un Orso, oppure il gomitolo di lana ad un gattino. E allora perchè dovrei toglierti quello che ti fa stare bene?

Immagina la tua borsa preferita e il tuo maglione largo e confortevole. Anche se un pò sgualcito. Immagina le tue scarpe migliori e la tua fragranza perfetta, quella che adoperi sempre. Immagina il tuo libro, quello che tieni nel cassetto del comodino. Quello che leggi ogni sera prima di addormentarti. Immagina la collana della nonna e la tua prima ecografia.

Facciamo finta che un giorno qualcuno arrivi da te e ti sottragga tutto questo, tutto quello che ti fa stare bene. 

Cosí senza preavviso.

Senza darvi spiegazioni.

Saresti disorientato, fuori dalla tua comfort zone, privato degli oggetti che in qualche assurdo modo ti infondevano tranquillità e sicurezza.

Ora immagina di fare questo ad un bambino. Immagina di togliergli il suo pupazzo preferito o il lenzuolo della nanna. La sua macchinina mezza rotta ma che va ancora, oppure la bambola senza vestiti e con i capelli a metà.

Probabilmente reagirebbe meglio di noi. Ma immagina se gli togliessero qualcosa di cui ha ancora strettamente bisogno.

Credevo che con il secondo figlio sarebbe stato tutto uguale. Uguale come con la prima. La notte, per esempio, mi immaginavo che avrebbe dormito beatamente 6 ore di fila, come la sorella. Invece ogni 2 ore era sul mio seno.

Mi immaginavo che lo avrei allatato ogni 4 ore, perchè cosí è come faceva anche Allegra. Che non avrei avuto il minimo problema a svezzarlo perchè avrebbe mangiato di gusto fin da subito.

Quanto mi sbagliavo!!!

Capii solo dopo qualche mese di vita di Orlando che ogni bambino è a sè, ma come si dice? Meglio tardi che mai!

A lui, per esempio, diedi subito il ciuccio, avrà avuto una settimana di vita e da allora non lo molla più. E per adesso non ho intenzione di privargliene.

Per lui rappresenta ancora una necessità, è la sua comfort zone, il suo spazio comodo, dove si sente tranquillo.

E poi intendiamoci: a lui piacciono cosí perchè non è vero che sono tutti uguali!

quello che ti fa stare bene

E no, i ciucci non sono tutti uguali.

Con il Furioso ne abbiamo provati davvero tanti (ormai sono 2 anni e 4 mesi che lo usa, al contrario di sua sorella che lo prese dopo i 6 mesi di vita.) Gli unici che gradisce davvero sono quelli con la tettarella in silicone e rigidi nella parte esterna.

I succhietti Airflow di Philips Avent  garantiscono il corretto sviluppo di palato, gengive e dentini, grazie alla tettarella a forma di goccia, simmetrica e piatta. Risultando liscia e facile da pulire (anche in lavastoviglie).

Tutti i succhietti Philips Avent sono senza BPA, e grazie alle tettarelle in silicone, il ciuccio è completamente inodore.

Avrò sbagliato sicuramente molte cose nella mia vita da mamma, che ormai dura da 5 anni, e chissà quante ancora ne sbaglierò, ma sul dare il ciuccio ai miei figli, sono sicura di aver fatto giusto.

Allegra ha tolto il ciuccio l’anno scorso prima di Natale, cioè quasi 7 mesi fa, all’età di 4 anni e mezzo. No, non mi vergogno, perchè lei ne aveva bisogno, ancora. E proprio non me la sono sentita di sottrarle qualcosa a cui si aggrappava ancora con forza.

Si sentiva protetta e nello stesso tempo aveva a disposizione uno “sfogo”, se provava rabbia, e una “consolazione” quando era triste.

Qualche giorno prima che arrivasse Babbo Natale decise che era ora di regalare i ciucci alle Renne! Una decisione venuta da lei, senza che l’avessi forzata in alcun modo. E inoltre ha superato a pieni voti la sua prima visita dal Dentista!

La stessa cosa vale per Orlando, che guai ad addormentarsi senza i suoi 2 ciucci! Si, lui ne deve avere uno in mano e uno in bocca. Da qualcuno avrà pur preso: io ne avevo 3, che ho tenuto fino al giorno prima di andare alle Elementari!!! E non ho mai messo l’apparecchio!

succhietti Philips Avent

succhietti Philips Avent

È vero che la serenità di un bambino non si costruisce attorno ad oggetti, giocattoli, e tantomeno ad un ciuccio. Ma sono convinta che sia un valido “amico” per i più piccoli.

Un qualcosa che riesce a dargli la tranquillità di cui ha bisogno quando all’asilo cade e io non ci sono. Oppure la notte, quando un sogno troppo brutto lo ha svegliato. Un conforto momentaneo, un oggetto sicuro e che riesce a rilassare il bambino. Non a caso in Inglese ciuccio si dice pacifier, che dona pace!

Il biberon con la cannuccia e addio gocce!

Se dovessi sommare tutte le volte che Orlando ha fatto cadere il bicchiere con l’acqua dalla tavola, o più semplicemente quante volte si è bagnato bevendo. A quest’ora potrei riempire una piscina Olimpionica!

Philips Avent ha trovato la soluzione per non far versare nemmeno una goccia. La tazza con cannuccia , che grazie alla valvola antigoccia e al cappuccio a scatto previene ogni fuoriuscita. Inoltre la parte inferiore della cannuccia è piegata per consentire di bere fino all’ultimo sorso!

tazza antigoccia

tazza antigoccia

come potete vedere anche capovolgendo il biberon con il cappuccio aperto, non vi è la minima fuoriuscita di liquido.

Orlando si diverte molto a bere il succo con questo biberon che assomiglia un pò ad un draghetto. Cosí anche il momento del pasto risulta più divertente.

La tazza antigoccia è stata studiata apposta per il corretto sviluppo del cavo orale. Inoltre la struttura ergonomica e l’impugnatura antiscivolo stimolano le capacità del bambino, rendendolo sempre più autonomo e sicuro di sè.

biberon con cannuccia

biberon con cannuccia

biberon con cannuccia

Ho imparato a conoscere le diverse esigenze dei miei due bambini, accompagnandoli nel loro percorso di crescita, mano nella mano. Sapendo che hanno gusti diversi e che soprattutto reagiscono in maniera diversa.

Due cose li accomunano di sicuro: la passione per il ciuccio e quella per l’acqua che da adesso in poi però vedremo solo nella vasca da bagno…Si spera!!! 

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2 Comments

elisa
Reply maggio 5, 2017

sei davvero Brava Gio
il Furioso è sereno.... e si vede

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