Quando il naso cola: capire se è raffreddore o influenza

La stagione fredda porta con sé un interrogativo ricorrente. Quel senso di spossatezza che inizia a farsi sentire, il naso che si chiude progressivamente, qualche starnuto: raffreddore comune o vera influenza? La risposta non è scontata, perché i sintomi si sovrappongono, si confondono, ingannano.

L’arrivo dei primi segnali

Il raffreddore si insinua lentamente, spesso con un fastidio alla gola, starnuti e naso che cola, peggiorando gradualmente nell’arco di uno o due giorni. Si tratta di un disturbo di origine virale associato a una forte congestione nasale, causato principalmente da uno degli oltre duecento virus presenti nell’ambiente che respiriamo.

L’influenza, al contrario, ha un esordio brusco: la persona spesso ricorda l’ora precisa in cui ha iniziato a sentirsi male, con febbre alta, brividi e una sensazione di malessere generale improvvisa. La violenza dell’attacco è il primo indizio inequivocabile.

La febbre racconta tutto

Nel raffreddore la febbre è assente o lieve, raramente supera i 37,5 °C, mentre nell’influenza è tipicamente elevata, spesso uguale o superiore a 38 °C, e può durare diversi giorni. Questa differenza termica non è un dettaglio: rappresenta la linea di demarcazione tra due condizioni che richiedono approcci diversi.

Il raffreddore presenta sintomi spesso accompagnati da fastidi come mal di gola e tosse, mal di testa e febbre bassa, e lievi dolori muscolari. I sintomi dell’influenza si manifestano con febbre alta e dolori muscolari in tutto il corpo, una differenza sostanziale che gli esperti riconoscono immediatamente.

Quanto tempo serve per guarire

Generalmente i sintomi del raffreddore e dell’influenza si manifestano con più intensità nei primi 3 giorni e hanno una durata di 7-10 giorni, sebbene a volte possano persistere anche più a lungo. Ma l’esperienza vissuta da chi ne soffre rivela un’altra verità.

Col raffreddore i sintomi si presentano più lentamente, sono lievi e possono durare molto a lungo, anche fino a 10 giorni, mentre con l’influenza si presentano in modo repentino e pesante, ma si risolvono più in fretta. La durata diventa quindi un elemento paradossale: ciò che sembra meno grave può trascinarsi più a lungo.

I virus dietro le quinte

Le cause del raffreddore sono principalmente legate a uno dei 200 virus presenti nell’aria, e il più diffuso è il rhinovirus, responsabile nella maggior parte dei casi dei più comuni raffreddori. Un esercito invisibile che cambia continuamente forma.

L’influenza è un’infezione causata dal virus dell’influenza che causa disturbi in tutto il sistema respiratorio: naso, gola e polmoni. La portata dell’attacco è più estesa, più profonda, coinvolge l’intero apparato respiratorio con una violenza che il raffreddore non conosce.

Cosa fare quando arrivano

L’incubazione dell’influenza dura circa 1 settimana e si è contagiosi da 1 giorno prima della comparsa dei sintomi fino a 4 giorni dopo, e in genere, salvo complicazioni, l’influenza e i suoi sintomi si risolvono nel giro di 1 settimana. Il contagio inizia prima ancora che ce ne accorgiamo.

Il trattamento dell’influenza consiste in un periodo di riposo a letto e nell’assunzione di liquidi utili a reintegrare quelli persi a causa della febbre. In caso di raffreddore si possono effettuare sciacqui nasali con soluzione fisiologica, si può ricorrere a decongestionanti nasali e sciroppi per la tosse.

È necessario rivolgersi a un medico se i sintomi compaiono all’improvviso, peggiorano o durano più di 10 giorni. La cura richiede pazienza, ascolto del proprio corpo, rispetto dei tempi di guarigione. Gli antibiotici non servono, perché entrambe le condizioni sono virali, a meno che non subentri un’infezione batterica secondaria.

Prevenire è possibile

Contro l’influenza, gli appositi vaccini stimolano la produzione di anticorpi specifici riducendo il rischio di ammalarsi, e vanno ripetuti annualmente, soprattutto nelle categorie a rischio. La prevenzione resta l’arma più efficace.

Le possibilità di contrarre il raffreddore aumentano in condizioni di stress, di stanchezza, per mancanza di ore di sonno o quando si è a stretto contatto con i bambini. I più piccoli, con difese immunitarie ancora in formazione, diventano vettori inconsapevoli di virus che circolano negli asili e nelle scuole.

La differenza tra raffreddore e influenza esiste, è misurabile, riconoscibile. Basta imparare ad ascoltare i segnali che il corpo invia, senza fretta, senza minimizzare.