Quando il mal di gola nei bambini richiede l’antibiotico

La gola arrossata, la febbre che sale, un bambino che rifiuta di mangiare. Ogni genitore conosce questa sequenza. La maggioranza dei casi di mal di gola nei bambini ha un’origine virale e non necessita di antibiotici. Eppure la tentazione di intervenire subito con una cura «forte» resta sempre in agguato.

La questione dello streptococco

Solo in 3 bambini su 10 il mal di gola è causato dallo streptococco di gruppo A. Questo batterio, chiamato anche Streptococcus pyogenes, rappresenta l’unico caso in cui la terapia antibiotica diventa davvero necessaria. Lo streptococco è l’unico batterio che vale la pena di curare con l’antibiotico perché può provocare complicanze, anche se raramente.

Tra i sintomi associati a mal di gola causato da Streptococco di tipo A vi sono febbre superiore a 38°C, mal di testa, dolore addominale, nausea e vomito, oppure assenza di tosse, gonfiore dei linfonodi al livello del collo, o gonfiore e arrossamento delle tonsille con presenza di placche bianche. La presenza di tosse, raffreddore o congiuntivite, invece, suggerisce un’origine virale.

Il ruolo del tampone faringeo

La diagnosi di infezione streptococcica si ottiene tramite un tampone faringeo. I risultati del test rapido sono pronti in meno di un quarto d’ora. Prima di eseguire il tampone è importante evitare spray antisettici o soluzioni per gargarismi, perché potrebbero alterare il risultato.

Se il risultato è positivo, c’è tempo fino a 5 giorni per iniziare la terapia con amoxicillina, l’antibiotico di scelta. Questo margine permette ai genitori di attendere con serenità l’esito del test senza correre al pronto soccorso.

I portatori sani: un capitolo complesso

Il batterio è presente nella gola di una percentuale di bambini tra il 5 e il 20% senza causare una vera e propria infezione. Questa condizione rende inutile trattare un bambino che presenta un tampone positivo ma non ha sintomi. È altrettanto futile eseguire un tampone alla fine della terapia antibiotica.

L’antibiotico giusto al momento giusto

Nel caso di un’infezione batterica da Streptococco di tipo A, l’antibiotico di prima scelta è l’amoxicillina. L’80% degli streptococchi è resistente agli antibiotici appartenenti alla classe dei macrolidi (tipo la claritromicina o l’azitromicina) che quindi vanno evitati. La durata della terapia varia dai 6 ai 10 giorni.

È importante trattare una faringite streptococcica perché questa infezione, se non curata, può sfociare in sinusite o mastoidite, con febbre reumatica e glomerulonefrite. Le complicazioni gravi restano rare, ma la prevenzione attraverso la terapia antibiotica adeguata rimane fondamentale.

Gestire i sintomi nell’attesa

Nel caso di un’infezione virale possono essere utilizzati farmaci per alleviare le condizioni sintomatiche del bambino come paracetamolo o ibuprofene. I cibi semifreddi aiutano a ridurre il dolore alla deglutizione. I gargarismi con acqua e bicarbonato possono dare sollievo ai bambini più grandi.

Tutti gli altri batteri solitamente guariscono in modo spontaneo e senza complicanze in 5-7 giorni, proprio come i virus. La pazienza diventa quindi la migliore alleata dei genitori, insieme alla consultazione con il pediatra quando i sintomi persistono o peggiorano.

Prevenzione: oltre il lavaggio delle mani

Per prevenire le infezioni delle alte vie respiratorie, il metodo più efficace è il lavaggio delle mani con sapone per almeno 30 secondi. Ma non basta. Evitare l’esposizione al fumo di sigaretta, garantire una buona ventilazione degli ambienti ed evitare il riscaldamento eccessivo contribuisce a ridurre gli episodi di mal di gola nei più piccoli.