Mille euro per ogni nuovo nato: chi può ottenerli

Trecentotrenta milioni di euro stanziati per il 2025. Un assegno da mille euro per ogni nascita, adozione o affido preadottivo. L’ultima manovra economica introduce un sostegno economico alle famiglie, ma l’accesso presenta condizioni precise che vale la pena esaminare con attenzione.

I paletti economici e amministrativi

Il contributo spetta al genitore di un minore nato, in affido preadottivo o adottato dal primo gennaio 2025, con un valore ISEE per prestazioni ai minorenni non superiore ai 40mila euro. Un dettaglio tecnico risulta determinante: nel calcolo del valore ISEE non si tiene conto degli importi erogati per l’Assegno unico e universale.

La residenza rappresenta un requisito inderogabile. Il genitore richiedente deve essere residente in Italia alla data di presentazione della domanda, e tale requisito deve sussistere dalla data dell’evento alla data di presentazione della domanda. Per quanto riguarda la cittadinanza, i beneficiari possono essere cittadini italiani, di uno Stato membro dell’Unione europea oppure essere in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o essere titolari di permesso unico di lavoro, autorizzati a svolgere attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi.

La corsa contro il tempo

La burocrazia impone scadenze strette. La domanda deve essere presentata, a pena di decadenza, entro 120 giorni dalla data di nascita, ovvero dalla data di ingresso in famiglia del minore. Esiste però una deroga significativa: per gli eventi verificatisi dal primo gennaio 2025 al 24 maggio 2025 gli interessati possono presentare la domanda entro il 22 settembre 2025.

Il bonus consiste in un importo di 1.000 euro una tantum, senza possibilità di rinnovo o rateizzazione. In caso di più figli è necessario presentare una domanda per ogni figlio, moltiplicando così il contributo per le famiglie con gemelli o adozioni multiple.

Come presentare la richiesta

L’INPS gestisce l’intera procedura attraverso canali diversificati. La domanda può essere presentata utilizzando il servizio online sul portale INPS, tramite Contact Center Multicanale o rivolgendosi agli Istituti di patronato. L’accesso al portale richiede credenziali SPID, Carta d’Identità Elettronica o CNS.

La circolare INPS numero 76 del 14 aprile 2025 ha chiarito tutti gli aspetti operativi della misura. L’erogazione del Bonus avverrà in ordine cronologico rispetto alla presentazione delle domande e nei limiti delle risorse disponibili per l’anno in corso: 330 milioni di euro per il 2025, 360 milioni di euro annui dal 2026. Questo significa che chi presenta la domanda prima ha maggiori probabilità di ricevere effettivamente il denaro, almeno fino all’esaurimento dei fondi.

L’impatto fiscale nullo

Il contributo una tantum verrà erogato nel mese successivo al mese di nascita o adozione e sarà escluso dalla formazione del reddito complessivo ai fini fiscali. Non ci saranno quindi prelievi IRPEF né addizionali regionali o comunali. Un aspetto che rende il sostegno economico interamente fruibile dalla famiglia.

Dal novembre scorso l’INPS ha attivato un sistema di notifiche proattive, inviando ai neogenitori promemoria sulla possibilità di richiedere il contributo. Un servizio che presuppone però l’adesione esplicita ai servizi proattivi nell’area MyINPS del portale.